« Orologi Cartier: parliamo del Pasha de Cartier


La collezione Pasha è considerata la punta di diamante nella produzione di orologi Cartier. La scelta del nome è dovuta al prestigioso committente ispiratore della linea: il Pascià di Marrakech, El Glaoui, che negli anni Trenta si rivolge personalmente alla boutique di Rue de la Paix a Parigi per richiedere la creazione di un orologio impermeabile, indossabile anche in piscina. I tecnici specializzati Cartier inventano un vero e proprio sistema d’impermeabilizzazione della corona già applicato ad un modello Tank, ulteriormente rivisitato per da impedire all’acqua di filtrare, soprattutto nella corona di carica, il punto più delicato dell’oggetto. Alcune fotografie dell’archivio Cartier risalenti agli anni trenta testimoniano le prove effettuate per testare la tenuta dell’orologio, immerso in un contenitore pieno d’acqua per un certo periodo di tempo: così, nel 1933 a prova superata, El Glaoui ottiene il suo Tank “speciale”. Solo dieci anni dopo, nel 1943, in piena seconda guerra mondiale la maison si occupa nuovamente di orologi impermeabili, ispirandosi ai modelli militari del conflitto precedente. Il segnatempo messo a punto è caratterizzato da una cassa rotonda, levigata, massiccia ed esteticamente “opulenta”, al punto da richiamare alla mente il prestigioso cliente di Marrakech. Nasce così ufficialmente il modello Pasha de Cartier con le sue note peculiarità tecniche: cassa in oro, griglia a protezione del quadrante e capsula copri corona fissata alla cassa mediante una piccola catenella. A differenza dei primi orologi militari, con griglia di protezione a raggiera e apertura circolare centrale, il vetro del Pasha è protetto da quattro piccole sbarre perpendicolari tra loro. Successivamente l’utilizzo di un vetro infrangibile eliminerà questo accorgimento, mentre la corona con protezione avvitata resterà molto in voga; in particolare la Marina Militare americana e sovietica avranno in uso questo modello fino agli anni Cinquanta inoltrati. La seconda rinascita del Pasha avviene nel 1985, quarant’anni dopo le origini, all’interno di una ricca collezione completamente rinnovata e destinata al successo, con grande curiosità da parte del pubblico femminile, nonostante il notevole diametro di cassa. Il modello base è rappresentato dal Pasha C realizzato solo in acciaio, con cassa di 35 mm, ghiera liscia, bracciale a maglie piatte, movimento meccanico a carica automatica, vetro zaffiro e senza cabochon in zaffiro sul copri corona. Il quadrante è disponibile in grigio perla o blu con indici “a barretta” o in bianco con quattro numeri arabi ai punti cardinali e indici. Una versione superiore è il Pasha “Plongeur” Acciaio, con maglie del bracciale più arrotondate, cabochon sul copri corona, impermeabile fino a 100 m come il modello precedente, con quadrante grigio ardesia guilloché con un numero arabo in corrispondenza delle 12, indici a barretta in rilievo e cassa (38 mm) con ghiera incisa e girevole unidirezionale. Il Plongeur è disponibile sia con cinturino in coccodrillo e fibbia déployante che con bracciale in acciaio. Alla serie Acciaio appartiene anche il Pasha Cronografo, mosso da un movimento integrato con “base” del tempo a quarzo e “treno” del cronografo meccanico. Il quadrante è bianco argenté con una lavorazione a raggi di sole intrecciati ed interrotti dai tre contatori cronografaci ovali e la cassa misura 38 mm. Di dimensioni inferiori (35 mm) è il modello “Chronoreflex” mosso dal calibro al quarzo (detto “Medico”) con funzione cronografica rattrappante, calendario perpetuo e doppio fuso orario. Il quadrante è grigio e presenta una lavorazione a clous de Paris, le lancette sono a losanga e gli indici a semisfere in trizio. Anche la serie Oro e Acciaio comprende tre modelli: il Plongeur automatico, con quadrante argentato, cassa (38 mm) e fondello in acciaio e ghiera in oro; Cronografo al quarzo, con cassa di 38 mm e quadrante champagne e guilloché; Plongeur con ghiera e maglie centrali del bracciale in oro, misura di cassa di 35 mm e quadrante grigio ardesia con cifra romana in oro applicata al 12. Più numerosa è la serie Oro, costituita da sette varianti: il Plongeur di 35 mm con quadrante argento e numeri romani; due automatici da 38 mm con quadrante argentato rialzato al centro e numeri romani, uno con ghiera liscia e l’altro con ghiera girevole; tre cronografi: Chronoreflex da 35 mm, cronografo al quarzo da 38 mm e cronografo automatico con l’innovativa cornice dorata che sottolinea i piccoli quadranti supplementari e fondello a vista; il modello “storico” con griglia amovibile sul quadrante. La collezione Pasha comprende anche lussuosi esemplari ad alte complicazioni, tutti con cassa 38 mm in oro 18 kt e quadranti con lavorazioni guilloché realizzate a mano. Tra questi si distingue il Pasha Golf con le sue quattro piccole finestre sul quadrante che permettono il conteggio di altrettanti giocatori e con cabochon in zaffiro, giada, occhio di tigre, corallo e onice. Alla gamma appartengono anche un orologio automatico con fasi lunari e datario, un altro al quarzo a cui si aggiunge la funzione sveglia e due automatici (“due fusi” e “tre fusi”). Attraversando la collezione incontriamo il Calendario Perpetuo con fasi lunari e indicazione dell’anno bisestile, seguito dal Calendario Perpetuo con ripetizione a minuti, l’orologio più costoso di tutta la gamma. Tutti i modelli “alta complicazione” sono corredati di un cofanetto con motore incorporato che mantiene sempre attivo il movimento dell’orologio, evitando così al cliente le regolazioni manuali. Il Pasha subisce un ulteriore restyling nel 2005 quando al Salon International de l’Haute Horologerie di Ginevra viene presentato con un movimento meccanico a carica automatica realizzato in una ritrovata collaborazione con la maison Jaeger-LeCoultre. Il nuovi modelli si distinguono anche per le dimensioni crescenti della cassa che vanno dai 32 ai 42 mm di diametro. Il Pasha 42 mm Cronografo viene presentato in due smaglianti versioni: una in oro giallo con quadrante opalino argentato e l’altra in oro bianco con lunetta impreziosita da 49 brillanti e cinturino in coccodrillo nero. La classica catenella è sostituita da un’unica maglia rettangolare che, una volta chiusa, abbraccia completamente il pulsante cronografico di reset, mentre l’oblò in vetro zaffiro del fondello svela la particolare progettazione del calibro 8100 MC, anch’esso di fabbricazione Jaeger-LeCoultre, caratterizzato da un ponte superiore con tre aperture sul bilanciere, sulla ruota a colonne e sul meccanismo della carica. Ultimo arrivato della collezione, nel 2006, è il Seatimer, un modello maschile in formato XL che abbina l’acciaio satinato della cassa e la ceramica nera della lunetta al rivestimento in caucciù nero delle maglie del bracciale, chiuso da fibbia butterfly, con piccole ali laterali per l’apertura. Il quadrante è disponibile bianco o nero e il movimento è automatico a calibro 049, adeguato allo spessore della cassa. Si tratta di un modello dal look particolarmente sportivo e grintoso che gioca molto sui contrasti, sia materiali che estetici, confermando tutta la creatività della maison, capace di reinterpretare il classico con forti slanci contemporanei. Nel mercato dei Cartier Pasha usati è importante ricordare che i primi cronografi al quarzo degli anni ’90 vengono chiamati “cronografo con movimento ibrido” perchè il meccanismo è al quarzo, mentre la cronografia è meccanica.